Domande e Risposte

sul decreto federale del 13 giugno 2008 che approva la trasposizione dello scambio di note fra la Svizzera e l’UE concernente il recepimento del Regolamento (CE) n. 2252/2004 sui passaporti e i documenti di viaggio biometrici (sviluppo dell'acquis di Schengen).

Non esiste alcun obbligo. Nessuno deve possedere un passaporto o una carta d’identità. Tuttavia chi vuole viaggiare deve disporre di un documento d’identità riconosciuto da altri Paesi e che quindi deve adempiere le condizioni di questi ultimi. Vanno pure rispettate le norme internazionali concernenti i documenti d’identità. Perciò la Svizzera era obbligata di introdurre il passaporto elettronico.

La registrazione elettronica dei dati biometrici nel passaporto svizzero consente di proteggerlo meglio dagli abusi rispetto ai modelli precedenti. È molto più difficile ottenere in modo fraudolento un passaporto oppure utilizzarne uno rubato o smarrito, poiché la fotografia e le impronte digitali registrate sul microchip possono essere confronta-te con l’immagine e le impronte della persona che esibisce il passaporto, sia durante un controllo alla frontiera sia in occasione della richiesta di un nuovo passaporto.

La protezione dei dati contenuti nel nuovo passaporto elettronico è conforme alle norme internazionali e impedisce che siano manipolati o copiati («clonati») di nascosto. Rispettando tutte le norme pertinenti durante la produzione e il controllo dei documenti d'identità si riesce a evitare qualsiasi lacuna in materia di sicurezza. Peraltro la Svizzera non si limita ad applicare correttamente tutte le norme, ma, laddove possibile, perfeziona la protezione dei dati oltre gli standard internazionali.

Le impronte digitali saranno inoltre protette in modo speciale mediante una nuova procedura. Per poter leggere le impronte digitali gli altri Paesi dovranno disporre di un’autorizzazione della Svizzera. Il Consiglio federale concederà tali autorizzazioni soltanto ai Paesi che applicano un livello di protezione dei dati paragonabile a quello svizzero e potrà conferirle anche ad altri servizi (p. es. compagnie aeree) che sono tenuti a verificare l’identità delle persone per ragioni di interesse pubblico. Se i requisiti svizzeri in materia di protezione dei dati non saranno rispettati, il Consiglio federale revocherà l’autorizzazione di lettura.

Per rilasciare i documenti d’identità in modo rapido e sicuro e gestire i relativi dati, occorre registrare i nomi dei titolari, i tipi di documenti d’identità a loro intestati e i dati ivi contenuti. Tale funzione è garantita dal 2003 dal Sistema svizzero d’informazione sui documenti d’identità (ISA). In ISA sono registrate le generalità, la fotografia e le impronte digitali dei titolari dei documenti.

L’accesso a ISA è rigidamente disciplinato e consentito, in virtù del decreto federale, soltanto alle autorità svizzere. L’accesso serve esclusivamente per il rilascio e il controllo dei documenti d’identità. Un’unica eccezione è costituita dall’impiego del sistema per l’identificazione delle vittime di incidenti, atti di violenza e catastrofi naturali (come p. es. nel caso dello tsunami nel dicembre 2004). L’uso di ISA per le ricerche della polizia non è autorizzato né in Svizzera né all’estero. Le autorità straniere non hanno alcun diritto di accedere a ISA e ai dati ivi registrati.

La registrazione della fotografia e delle impronte digitali nel Sistema d’informazione sui documenti d’identità (ISA) è volta anche a tutelare i diritti dei titolari dei documenti d’identità. Infatti, in caso di richiesta di un nuovo docu-mento d’identità, è possibile verificare l’identità del richiedente in modo più affidabile rispetto al passato. Con questo sistema è quindi molto più difficile ottenere in modo fraudolento un documento d’identità fornendo false generalità.

Il Regolamento CE sui documenti d’identità non sancisce alcun obbligo di registrare centralmente i dati. In questo caso il decreto federale prevede norme complementari rispetto al Regolamento per aumentare il livello di sicurezza. La registrazione dei dati nel passaporto serve innanzitutto alle autorità estere di controllo al confine, mentre la registrazione centralizzata in ISA torna utile soprattutto ai cittadini svizzeri. Infatti, il sistema li protegge dagli abusi della loro identità e consente una procedura di rilascio efficace e affidabile. I dati registrati in ISA sono utilizzati quando si tratta di rilasciare un nuovo documento d’identità, per verificare in modo rapido e sicuro l’identità del richiedente. I documenti d’identità svizzeri diventano quindi più sicuri. Inoltre è importante ricordare che senza ISA non sarebbe più possibile rilasciare in modo sicuro passaporti provvisori negli aeroporti, presso gli uffici dei passaporti e le rappresentanze svizzere all’estero.

Con l’adeguamento della legge sui documenti d’identità è stata creata la base giuridica per registrare elettronicamente i dati biometrici nei documenti d’identità svizzeri (art. 2 cpv. 2bis). L’articolo 2 capoverso 2ter statuisce che spetta al Consiglio federale determinare quali tipi di documenti d’identità sono provvisti di un microchip e quali dati devono essere registrati nello stesso. La disposizione è stata applicata il 1° Marzo 2010, anche se soltanto i passaporti svizzeri e i documenti di viaggio svizzeri per stranieri sono stati provvisti di un microchip. Invece l’attuale carta d’identità non è stata modificata in tal senso e continua a essere rilasciata senza dati registrati elettronicamente.

I passaporti modello 06 e modello 03 rimangono validi fino alla data di scadenza. Chi possiede un passaporto valido non deve quindi richiederne subito un nuovo passaporto 10. Tuttavia si ricorda che ogni Paese stabilisce in piena autonomia le condizioni per l’entrata nel proprio territorio. Per richiedere un passaporto 10, occorre restituire il proprio attuale passaporto.

In Svizzera, i cittadini svizzeri non sono obbligati a portare con sé il documento d'identità.

 

Nuovi adeguamenti al passaporto e alla carta d’identità

 

Per motivi di diritto in materia di appalti pubblici e per ragioni tecniche, i modelli di passaporto e carta d’identità (CID) devono essere adeguati regolarmente (come nel caso delle banconote). Per riuscire ad attuare tali adeguamenti entro il 2016, occorre sin da ora pianificare il relativo progetto e accordare i mezzi finanziari necessari. L’attuale modello di CID è stato introdotto nel 1995; l’attuale libretto del passaporto risale invece al 2003 (nei modelli 2006 e 2010 è stato solamente aggiunto il microchip). Considerando che i documenti d’identità rilasciati hanno una validità di 10 anni, al momento della loro sostituzione, nel 2016, i modelli attuali saranno stati in uso per ben 31 anni, nel caso della CID, e per 23 anni, nel caso del passaporto. Dopo un periodo così lungo, è pertanto opportuno indire un appalto pubblico e creare una situazione di concorrenza tra gli offerenti.

L’introduzione del passaporto biometrico è stato un grande progetto che ha completamente assorbito tutte le risorse disponibili presso i servizi responsabili della Confederazione e dei Cantoni. Se l’adeguamento del passaporto e della CID fosse stato previsto durante lo stesso periodo, il progetto avrebbe assunto dimensioni talmente smisurate da non consentire il rispetto (a causa di un ulteriore appalto necessario in virtù della legge federale sugli acquisti pubblici [LAPub]) del termine del 1° marzo 2010 stabilito dall’Accordo di associazione a Schengen per l’introduzione del passaporto biometrico. Il progetto relativo al passaporto biometrico ha inoltre permesso di maturare esperienze significative che torneranno utili per futuri progetti.

No, poiché gran parte degli investimenti concernevano la nuova procedura di rilascio e l’acquisto dei necessari sistemi di registrazione dei dati biometrici (fotografia, impronte digitali). La procedura di rilascio, i sistemi informatici e di registrazione nonché i sistemi di registrazione elettronica e di protezione dei dati contenuti nel microchip verranno mantenuti anche in occasione dell’adeguamento dei documenti d’identità e, tenuto conto di eventuali sviluppi tecnici, riutilizzati.

Tutti i documenti d’identità rilasciati prima dell’introduzione dei nuovi adeguamenti nel 2016 resteranno validi fino alla loro data di scadenza e potranno essere utilizzati in modo regolare.

Documenti

  • Messbericht BAKOM (PDF, 83.75 KB)

    (Questo documento non è disponibile in italiano)

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 26.08.2014